#MIL@NO PHOTO AWARD 2020

#MIL@NO PHOTO AWARD 2020

International Contemporary Art exhibition

 

Concept edited by Alessandra Magni, Art Director

 

“If you take pictures of a stranger, the minute you click the shutter, that person stops being a stranger, because you will always bring it with you”

 

There is so much truth in these words by Giuseppe Tornatore. It is not a factor of equipment, of light, of location or even of the subject in front of the lens: when a picture provides us inexplicable sensations, there is only one reason. It's called trip back, starting from the two-dimensionality of the photo: a journey into it, that will allow us to enjoy the story, trying to perceive "why" and then "how" we got out the result, unconsciously accessing to all informations that characterize it. We will know the purpose and finally we will witness a genetic transmission, just like a gesture of love.

 

Study, experimentation, refinement and finally coherence, will be fundamental and determining elements that can be traced back to the artist's style and his DNA: only through small gestures of analysis, we will be able to understand, even years later, who made that specific photograph.

 

They are rare gifts, the balance between feelings and thoughts, between rationality and perception, gracefulness and simplicity, delicacy and elegance, dialogue through a look, elegant composition dominated by energy and visual impact, refinement to the maximum exaltation of beauty.

 

John Berger, writer-legend, art critic, poet, essayist, playwright and winner of the 1972 Booker Prize with the novel G., stated in one of his writings that "you learn to read a photograph as you learn to read an imprint, or a cardiogram". The goal is always the same: learn to see. We must learn to see before to photograph, but to photograph can become a way to learn to see.

 

 

“To photograph is to hold the breath when all our faculties converge to capture fleeting reality: at this point the image becomes a great physical and intellectual joy”

- Henry Cartier Bresson -

  • ARTWORK INFO

    #MIL@NO PHOTO AWARD 2020

    International Contemporary Art exhibition

    October, 16-30 2020

    Corso San Gottardo – Milan (Italy)

     

    Entrance on list: RSVP mads@madsmilano.com

     

    Opening Hours: Mon-Tue-Wed-Thu-Fri from 11 am to 2 pm

    For meeting out of schedule please contact: +39 3482854357

  • ARTIST INFO

    Concept edited by Alessandra Magni, Art Director

    Se fotografi uno sconosciuto, nell’istante stesso in cui fai scattare l’otturatore, quella persona smette di esserti estranea, perché la porterai sempre con te

     

    C’è tanta verità in queste parole di Giuseppe Tornatore. Non è un fattore di attrezzatura, di luce e nemmeno di location o addirittura del soggetto davanti all’obiettivo: quando uno scatto fotografico ci trasmette sensazioni inspiegabili, c’è un solo motivo. Si chiama viaggio a ritroso, partendo dalla bidimensionalità della foto: un viaggio all’interno di essa ci permetterà di fruirne la storia, cercando di percepire “il perché” e poi anche “il come” si sia arrivati al risultato, inconsapevolmente accedendo alle informazioni che la caratterizzano. Sapremo lo scopo e saremo testimoni di una trasmissione genetica, esattamente come fosse un gesto d’amore. 

     

    Studio, sperimentazione, ricercatezza e coerenza, saranno elementi fondamentali e determinanti riconducibili allo stile e al dna dell’artista: solo attraverso piccoli gesti di analisi, riusciremo a capire anche a distanza anni, chi abbia realizzato quella determinata fotografia.

     

    Doti rare, l’equilibrio tra sentimenti e pensieri, tra razionalità e percezione, la leggiadria e la semplicità, la delicatezza e l’eleganza, il dialogo attraverso uno sguardo, la composizione elegante sovrastata dall’energia e dall’impatto visivo, la ricercatezza fino alla massima esaltazione della bellezza.

     

    John Berger, scrittore-leggenda, critico d’arte, poeta, saggista, drammaturgo nonché vincitore del Booker Prize 1972 con il romanzo G., affermava in uno dei suoi scritti che “s’impara a leggere una fotografia come s’impara a leggere un’impronta, o un cardiogramma. Lo scopo è sempre quello: imparare a vedere. Bisogna imparare a vedere prima di fotografare, ma fotografare può diventare un modo per imparare a vedere.

     

    “Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace: a questo punto l’immagine diventa una grande gioia fisica ed intellettuale”

    – Henry Cartier Bresson –

  • ADDITIONAL INFO

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