MATER «Reconditis Oedipus» 2020

MATER «Reconditis Oedipus» 2020

International Contemporary Art exhibition

 

Concept edited by Federica D'Avanzo, Art Curator, graduated in Art Management

 

“Because I am the first and the last, I am the venerated and the despised one, I am the prostitute and the saint. I am the bride and the virgin. I am the mother and the daughter”

 

Hymn to Isis, from the Oxyrhynchus Papyrus, 2nd century BC. C.

 

From the beginnings of humanity, the woman was invoked, venerated and adored as a goddess, through countless forms, names and symbols, with the archetype of Magna Mater. The cult of the Great Mother, goes back to the Neolithic or even to the Paleolithic, and refers to a primordial divinity that embodies the fundamental aspects of human life. The mother, mother of all mothers, is the Earth, whose vocation is to generate, whose dark and humid appearance, recalls the womb and, therefore, the womb that generates life. Its power is in water, stones, animals, hills, trees and flowers. The faculty of procreation assigned to it by nature, has endowed the woman with a boundless power. Woman is in fact the one who gives life. Woman is the one who creates. According to this paradigm, the link between women and motherhood appears inseparable, a concept that was rooted six thousand years earlier with the birth of the ancient patriarchal culture. For these reasons, the existential experience was strongly marked     by     the      presence      of      the      mother      figure      in      a      broad      sense. Sigmund Freud, father of psychoanalysis, investigates family relationships and in particular the "Oedipal complex": the relationship between mother and son, which he himself defines as a necessary need for both sides, almost dependent. A strong umbilical cord, able to keep alive the maternal love, sometimes indestructible. The mother, in her golden aura, embodies the fundamental values of the family, of feeling, strength, courage, sacrifice, hope and perfection. She’s the one who plants and nourishes the first seeds of good within each of us, and teaches us to love the other. She’s the mirror in which we look at ourselves   to   understand   what   we   were   yesterday   and   what   we   have   become        today. But the love story between mother and son is not always easy. It’s often made of contrasts, devastation and     dismay.      What      Freud      in      psychoanalytic      terms      calls      Oedipus      unresolved. It is, undoubtedly, a bond that has inspired artists of all times, who have chosen to give the mother figure a central role in its totality. Penelope, symbol of unshakable fidelity, exemplary wife and mother, emblem of love and hope for the poet Virgil, Medea, example of an assassin mother, uncontrolled and ruthless, for the poet Euripides. It is the "Mater Dulcissima" for Ungaretti, the emptiness at every step for Montale, the mother courage for Manzoni and Brecht, "The Queen of the Night" for Mozart, the intrusive mother for Jane Austen. It is the mother country for Foscolo, the Mother Nature friend for Pascoli, or enemy for Leopardi, the mother tongue for Dante, the Isola Madre for Flaubert. We could lose ourselves in a thousand other examples, mythological, literary, novelistic, but they would not be enough to strip the woman of her complex maternal role to expose all the other multiple meanings that it represents. She is a universal concept, difficult to express in words. She is strength, resilience, creative and destructive nature, she is salvation, she is hope, she is determination. She is the sun and the moon. M.A.D.S., with the project MATER «Reconditis Oedipus», in the wake of this text, intends to draw the attention of all artists, to dig into their memories, to push them to engage with the subject, each one bringing their own sense and their interpretation of motherhood. Whether it’s nature, whether it’s family, whether  it’s  love,  it’s  necessary  to  dig  into  us,  understand  who  we  are,  bring  back  the  past. The search is oriented on that vital force, capable at the same time to give life and to destroy it; to love and to be loved, on that intimate, contrasted and difficult relationship. The aim of this project is therefore to push the interlocutor to give shape to love, through the realization of an unpublished work. Who is ready to share this feeling with humanity? Who is ready to take off his ego and open up to the world?

  • ARTWORK INFO

    MATER «Reconditis Oedipus» 2020

    International Contemporary Art exhibition

    November, 13-27 2020

    Corso San Gottardo – Milan (Italy)

     

    Entrance on list: RSVP mads@madsmilano.com

     

    Opening Hours: Mon-Tue-Wed-Thu-Fri from 11 am to 2 pm

    For meeting out of schedule please contact: +39 3482854357

  • ARTIST INFO

    Concept edited by Federica D'Avanzo, Art Curator, graduated in Art Management

    Perché io sono colei che è prima e ultima, Io sono colei che è venerata e disprezzata, Io sono colei che è prostituta e santa, Io sono sposa e vergine, Io sono madre e figlia

    Inno a Iside, dal Papiro di Ossirinco, II secolo a. C.

     

    Dai primordi dell’umanità, la donna è stata invocata, venerata e adorata come Dea, attraverso innumerevoli forme, nomi, simboli, con l’archetipo di Magna Mater. Il culto della Grande Madre, risale al Neolitico o addirittura al Paleolitico, e si riferisce ad una divinità primordiale che incarna gli aspetti fondamentali della vita umana. La madre, madre di tutte le madri è la Terra, la cui vocazione è generare, il cui aspetto scuro e umido, ricorda il grembo e quindi l'utero che genera vita. Il suo potere è nell’acqua, nelle pietre, negli animali, nelle colline, negli alberi, nei fiori. La facoltà di procreare assegnatale dalla natura, ha dotato alla donna uno sconfinato potere. Donna è, infatti, colei che dona la vita. Donna è colei che crea. Secondo questo paradigma, appare inscindibile il legame tra donna e maternità, concetto radicatosi    già     seimila     anni     prima     con     la     nascita     dell’antica     cultura     patriarcale. Per tali ragioni, l’esperienza esistenziale è apparsa fortemente segnata dalla presenza della figura materna intesa in senso ampio. Sigmund Freud, padre della psicoanalisi, indaga sulle relazioni familiari ed in particolare sul “complesso edipico”: il rapporto tra madre e figlio che egli stesso definisce un bisogno necessario per entrambi, quasi dipendente. Un cordone ombelicale forte, capace di mantenere vivo l’amore materno, a volte indistruttibile. La madre nella sua aurea dorata incarna i valori fondamentali della famiglia, del sentimento, della forza, del coraggio, del sacrificio, della speranza, della perfezione. È lei che pianta e nutre i primi semi del bene dentro ognuno di noi e ci insegna ad amare l’altro. È lo specchio in  cui  guardarci  per  capire  cosa  eravamo  ieri  e  cosa  siamo  diventati  oggi. Ma quella tra madre e figlio, è una storia d’amore non sempre facile. Spesso fatta di contrasti, devastazione  e  sgomento.  Quello  che  Freud  in  termini  psicoanalitici  chiama   Edipo  irrisolto. Senza dubbio un legame che ha ispirato artisti di tutti i tempi, che hanno scelto di dare alla figura materna un ruolo centrale nella sua totalità. Penelope, simbolo di fedeltà incrollabile, moglie e madre esemplare, emblema di amore e speranza per il poeta Virgilio, Medea, esempio di madre assassina, incontrollata e spietata, per il poeta Euripide. È la “Mater Dulcissima” per Ungaretti, il vuoto ad ogni gradino per Montale, la madre coraggio per Manzoni e Brecht, “La regina della Notte” per Mozart, la madre invadente per Jane Austen. É la madre Patria per Foscolo, la Madre Natura amica per Pascoli, o nemica per Leopardi, la lingua madre per Dante, l’Isola Madre per Flaubert. Potremmo perderci in altri mille esempi, mitologici, letterari, romanzeschi, ma non basterebbero a spogliare la donna dal suo complesso ruolo materno per mettere a nudo tutti gli altri molteplici significati che essa rappresenta. Lei è un concetto universale difficile da scrivere a parole. Lei è forza, è resilienza, è natura creatrice e distruttrice, è salvezza, è speranza, è determinazione. Lei è sole e luna. M.A.D.S. con il progetto MATER «Reconditis Oedipus» proprio sulla scia di questo testo, intende richiamare l’attenzione di tutti gli artisti, di scavare nei loro ricordi, di spingerli a cimentarsi con il soggetto, ognuno apportando il proprio senso e la propria interpretazione del materno. Che si tratti di natura, che si tratti di famiglia, che si tratti di amore,  è  necessario  scavare  dentro  di  noi,  capire  chi  siamo,  far  riaffiorare  il passato. La ricerca è orientata su quella forza vitale, capace insieme di dar vita e di distruggere, di amare e di farsi amare, su quel rapporto intimo, contrastato, difficile. Lo scopo di questo progetto è pertanto spingere l’interlocutore a dare forma all’amore attraverso la realizzazione di un’opera inedita. Chi è pronto a condividere questo sentimento con l’umanità? Chi è pronto a spogliarsi del proprio io e ad aprirsi al mondo?

  • ADDITIONAL INFO

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