HYSTERIA

HYSTERIA

HYSTERIA 2021

Viaggio alla ricerca della sanità

 

International Contemporary Art exhibition

November, 19 - 30 2021

 

Concept edited by Alessia di Martino, graduated in Painting and Visual Arts and Art Curator

 

 

Over the centuries it has been possible to see how the meaning of each word has changed in relation to the historical, scientific and social context in which they are widespread. Hysteria, for example, originates from the Greek Hystorion, uterus, and according to the collective imagination represents the set of very intense emotional states and theatrical physical manifestations, deriving from psycho-physical disorders on which scientific research still investigates today. In ancient Egypt and in the classical world, Hysteria was considered as a phenomenon resulting from disorders related to the female genital system that influenced delusional psychic states. This philosophy found more and more fertile ground until it declined in the Middle Ages in various beliefs related to the world of witchcraft. In the darkness of this period, a dim positivist light raged that tried to cast an anchor towards science. It was Arnoldo da Villanova, a revolutionary scientist who in the thirteenth century tried to study and define the organic origin of many disorders. Thanks to the passage from medieval darkness to the thunderbolt of the scientific revolution, the phenomenon began to be studied based on direct observation. This period was represented by personalities such as Paracelsus, Francois Rabelais and George Cheyne, who was the first to have a very modern intuition of hysteria, considering it as a social phenomenon, which affected women and men indistinctly, caused by the complexity of the modern world and by the discovery of new exciting exotic substances, such as coffee, tea, chocolate, tobacco. And what more contemporary vision than this? In my opinion he was the first who dyed the meaning of this word with a color that anticipated what would be the present contemporary social crisis. A revolutionary reading of the phenomenon was that of Sigmunt Freud who, basing himself on the theory of affective trauma of the neurologist Jean-Martin Charcot, explained how it was linked to sexuality, in particular childhood, which swung between repression and the subconscious, and which will then blur the Myth of Oedipus. The Freudian study on the unconscious of the twentieth century is reflected in the collective artistic imagination, feeding German expressionist impulses. The artist who best interpreted the phenomenon was Egon Schiele. By painting mocking, pale, stunned portraits, he plunges into the depths of the ego, showing us his own existential shipwreck. The artist gives the body a new dimension, far from formalism and fueled by feelings such as love, eroticism, life and death. The key to understanding these gaunt, ugly, ivory-colored bodies lies in the eyes, a sensual weapon that hurts the viewer in silence. Through these the artist undresses in front of the public, changing skin, carrying with him that melancholy feeling in search of a new identity that is lost between me and the other. Daughters of Freudian psychoanalysis, today's theories consider hysteria as the set of somatic disorders where the individual loses his relationship with consciousness. As a result of these there have been some productions by the cultural audience, such as in 2011 the film Hysteria by psychologist and director Tanya Wexwer, who once again offers us a hysterical vision linked to the female sexual universe. Considering the phenomenon from a social point of view, I believe that in the contemporary era we are all a little hysterical, as we find ourselves daily having to stay afloat in the sea of ​​perennial dissatisfaction, in which we barely swim. The world of art, in this sense, falls perfectly. If the goal of art is to satisfy the public, and the latter is perpetually dissatisfied, what is the way out? Are there or are there any cures for this widespread social phenomenon? Today art is out of bounds, as are the minds of each of us. We are ingredients of an ever-changing multisensory potion, for which an effective recipe has not yet been found. What is the cure for this mass hysteria? Well, it is certainly clear that it is a psycho-social phenomenon that affects more or less the minds of all of us. We must be courageous in finding a solution to this arduous battle but, as children of positivism, it is necessary to experiment, try, get your hands dirty in order to lead the viewer to an instant but profound pleasure that remains etched in the soul. The exhibition presented here is a provocation to the warriors of the sensible who want to embark on this psychosensory journey and have their say through the most powerful weapon of all: sensitivity.

  • ARTWORK INFO

    HYSTERIA 2021

    International Contemporary Art exhibition

    Opening November, 19 2021

    Corso San Gottardo – Milan (Italy)

     

    Entrance on list: RSVP mads@madsmilano.com

     

    Opening Hours: Mon-Tue-Wed-Thu-Fri from 11 am to 2 pm

    For meeting out of schedule please contact: +39 3482854357

  • ARTIST INFO

    Concept edited by Alessia di Martino, graduated in Painting and Visual Arts and Art Curator

     

    Nel corso dei secoli si è potuto constatare come il significato di ogni parola sia mutato relativamente al contesto storico, scientifico e sociale in cui sono diffuse. Hysteria, ad esempio, ha origine dal greco Hystorion, utero, e rappresenta secondo l’ immaginario collettivo l’ insieme degli stati emotivi molto intensi e delle manifestazioni fisiche teatrali, derivanti da disturbi psico-fisici sui quali ancora oggi indaga la ricerca scientifica. Nell’ antico Egitto e nel mondo classico l’ Hysteria è stata considerata come fenomeno derivante da disordini legati all’ apparato genitale femminile che influenzavano gli stati psichici deliranti. Tale filosofia trovò sempre più terreno fertile fino a declinare nel Medioevo in diverse credenze che legate al mondo della stregoneria.  Nell’ oscurità di questo periodo  vaneggiava una fioca luce positivista che cercava di gettare un’ ancora nei confronti della scienza. Era Arnoldo da Villanova, scienziato rivoluzionario che nel XIII secolo cercò di studiare e definire l’ origine organica di molti disturbi. Grazie al passaggio dal buio medievale al folgore della rivoluzione scientifica, si iniziò a studiare il fenomeno basandosi sull’ osservazione diretta. Questo periodo fu rappresentato da personalità come Paracelso, Francois Rabelais e George Cheyne, il quale fu il primo ad avere un’ intuizione assai moderna dell’ isteria, considerandola come fenomeno sociale, che colpiva donne e uomini in modo indistinto, causata dalla complessità del mondo moderno e dalla scoperta di nuove sostanze esotiche eccitanti, quale il caffè, il tè, la cioccolata, il tabacco. E quale visione più contemporanea della sua? A parer mio fu lui il primo che tinse il significato di tale parola di un colore che anticipava quella che sarebbe stata la crisi sociale contemporanea attuale. Una lettura rivoluzionaria del fenomeno è stata quella di Sigmunt Freud il quale, basandosi sulla teoria dei traumi affettivi del neurologo Jean-Martin Charcot, spiegò come esso fosse legato alla sessualità, in particolare quella infantile, che dondolava tra la repressione e il subconscio, e che sfocerà poi il Mito di Edipo. Lo studio freudiano sull’ inconscio del XX secolo si riflesse nell’ immaginario collettivo artistico, andando ad alimentare pulsioni espressioniste tedesche. Artista che meglio di tutti interpretò il fenomeno fu Egon Schiele. Dipingendo ritratti scherni, pallidi, tramortiti, egli si immerge nel profondo dell’ io mostrandoci il proprio naufragio esistenziale. L’ artista dà al corpo una dimensione nuova, lontana dal formalismo e alimentata da sentimenti quali l’ amore, l’ erotismo, la vita e la morte. La chiave di lettura di fronte a questi corpi smunti, imbruttiti, color avorio, risiede negli occhi, arma sensuale che ferisce lo spettatore nel silenzio. Mediante questi l’ artista si spoglia davanti al pubblico, mutando pelle, trasportando con sé quel sentimento malinconico alla ricerca di una nuova identità che si perde tra l’ io e l’ altro. Figlie della psicoanalisi freudiana, le teorie odierne considerano l’ isteria come l’ insieme di disturbi somatici dove l’ individuo perde la sua relazione con la coscienza. Di riflesso a queste vi sono state alcune produzioni da parte dell’audience culturale, come nel 2011 il film Hysteria della psicologa e regista Tanya Wexwer, la quale ci propone nuovamente una visione isterica legata all’ universo sessuale femminile. Considerando il fenomeno da un punto di vista sociale credo che nell’era del contemporaneo siamo tutti un po' isterici, poiché ci troviamo quotidianamente a dover rimanere a galla nel mare di insoddisfazione perenne, nella quale nuotiamo a stento. Il mondo dell’arte, in questo senso, cade a pennello. Se l’ obiettivo dell’arte è quello di soddisfare il pubblico, e quest'ultimo risulta perennemente insoddisfatto, qual è la via d’ uscita? Esiste o esistono delle cure per questo fenomeno sociale diffuso? Oggi          l’arte è fuori dai parametri, come lo sono le menti di ognuno di noi. Siamo ingredienti di una pozione multisensoriale in continuo mutamento, della quale non si è ancora trovata la ricetta efficace. Qual è la cura a questa Hysteria di massa? Beh, sicuramente è chiaro come essa sia un fenomeno psico-sociale che intacca chi più chi meno la mente di tutti noi. Bisogna essere coraggiosi nel trovare una soluzione a questa ardua battaglia ma, come figli del positivismo, è necessario sperimentare, provare, sporcarsi le mani per poter condurre lo spettatore ad un piacere istantaneo, ma profondo, che rimanga impresso nell’ animo. La mostra qui presentata è una provocazione ai guerrieri del sensibile che vogliano imbarcarsi in questo viaggio psicosensoriale e dire la propria mediante l’ arma più potente di tutte: la sensibilità.

  • ADDITIONAL INFO

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